giovedì, 05 novembre 2009, ore 21:13

E salpammo a riprenderci i sogni...




(to be continue...)
crazymary78
mercoledì, 04 novembre 2009, ore 08:41

Ciò che accade è semplicemente il sintomo indicativo di un processo di ricostruzione, di un’incessante riorganizzazione, di un ripristino che non ha mai fine. Sono rintocchi lontani di campana. Basta un attimo, e il suono s’impadronisce di ogni cosa. In mare i segnali non cessano di esistere, la campana suonerà in perpetuo.
(Yukio Mishima, Lo specchio degli inganni)
crazymary78
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categoria : citazioni, libri
lunedì, 02 novembre 2009, ore 11:26

Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza
o gemma che trapassi il suono
col tuo respiro l'ombra che sta ferma
di fronte ad un porto di paura
quel trascendere il mito
come se fosse forzatamente azzurro
o chi senza abbandono
che non sanno che il pianto dei poeti
è solo canto.
Canto rubato al vecchio del portone
rubato al remo del rematore
alla ruota dell'ultimo carro
o pianto di ginestra
dove fioriva l'amatore immoto

- Pianto dei poeti -

Alda Merini

crazymary78
martedì, 20 ottobre 2009, ore 20:42

CM78_IRL29
Il primo faro lo vedemmo giusto in tempo
prima che la nebbia se lo riprendesse

I colori sarebbero presto arrivati
e con loro l'unico orizzonte possibile...

(to be continue...)
crazymary78
sabato, 26 settembre 2009, ore 11:35

Le strade strette e sinuose. I sentieri improbabili e le indicazioni in gaelico. I fari e le onde immense che si schiantano tra di loro o sulle scogliere, frastagliate o perpendicolari come muri, come quelle delle isole Aran, dove l'ho fatto anch'io, mi sono sdraiata a pancia in giù e affacciata nel vuoto di qualche centinaio di metri. L'avevo già fatto sei anni fa sulle Cliff of Moher, ma come non farlo anche da Inishmore?!?... Il viaggio continua, aihmé l'ultima settimana, ma non voglio/devo pensarci. I leprecauni potrebbero ancora decidere di ospitarmi quì per sempre!!!.... ;)

 

inishmore

crazymary78
venerdì, 18 settembre 2009, ore 00:50

091709155429-00

E' il faro di Fastnet Rock. L'ho visto oggi e di più non so dire!

Se mi sarà possibile tornerò a salutarvi da quì, tra una Pinta e un campo di mucche, pecorelle e folletti!

crazymary78
giovedì, 17 settembre 2009, ore 13:14

To be continued!!!...

crazymary78
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martedì, 01 settembre 2009, ore 15:28

E così è quasi arrivato il giorno della partenza. Un viaggio che sognavo da anni, che me ne è costato tre di difficile risparmio economico. Non serve poi molto, ma di questi tempi lo sappiamo (lo sapete no?) quant'è dura. E' un mese. Non vi sembrerà tanto, non è un anno, né una vita, ma per me in un certo senso è entrambe le cose. Girare l'Isola lungo i suoi bordi, le sue curve e i suoi spigoli, attraversando il suo verde, i laghi, i fiumi, il cielo, il mondo. Sono esageratamente enfatica? Non mi importa perché è questo che mi salva. E' il cuore che saltella al pensiero di toccare un sogno, piccolo o grande che sia.

'Che le stelle quando cadono, dove pensate che vadano a finire? A noi il compito di raccoglierle e non farcele rubare da nessuno.

Se mi sarà possibile vi verrò a dire delle stradine strettissime e dei fari a picco sul mare. Della gente splendida e dei profumi unici. Delle serate di Guinness e di tramonti da ingannare per non finire il giorno, per non finire il sogno. Vi racconterò della felicità, quella vera soltanto se condivisa...


ireland_map

 

...Un mondo comincia dove finisce la strada...

crazymary78
giovedì, 27 agosto 2009, ore 09:57

grotta azzurra

 

C'è una crepa in ogni cosa. Ma è da lì che entra la luce.

Leonard Cohen

crazymary78
giovedì, 27 agosto 2009, ore 08:43

Gli errori passati generano un presente migliore

(o almeno dovrebbero)

crazymary78
lunedì, 24 agosto 2009, ore 08:48

Guarda, sta passando tra le nuvole
Con uno spirito funambolo che corre sfrenato
Farfalle e zebre e raggi di luna e storie di fate
Questo da sempre il mondo dei suoi pensieri
Cavalcando con il vento

Quando sono triste lei viene da me
A regalarmi mille sorrisi
Va tutto bene, dice, va tutto bene
Prendi da me tutto quello che vuoi
Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa

Vola Piccola Ala

LITTLE WING

(Jimi Hendrix)

crazymary78
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sabato, 22 agosto 2009, ore 19:11

mani

Per un dolore vero, autentico, anche gli imbecilli sono diventati qualche volta intelligenti.

Questo sa fare il dolore.

- Fëdor Dostoevskij -

crazymary78
giovedì, 20 agosto 2009, ore 07:45

cuore-spezzato

Tutti i conflitti derivano da un fraintendimento

- Osho -

crazymary78
mercoledì, 19 agosto 2009, ore 08:20

Fernanda e Fabrizio

Ti sei dimenticata di rivolgermi una domanda: chi è Fernanda Pivano? Fernanda Pivano per tutti è una scrittrice. Per me è una ragazza di venti anni che inizia la sua professione traducendo il libro di un libertario mentre la società italiana ha tutt'altra tendenza. E' successo tra il '37 e il '41: quando questo ha significato coraggio.

Fabrizio DE ANDRE'

Roma il 25 ottobre 1971.

crazymary78
martedì, 18 agosto 2009, ore 10:56

 Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te

[per un attimo immenso ho creduto che le vere risposte dell'amore risiedessero nel silenzio di un abbraccio]

crazymary78
lunedì, 10 agosto 2009, ore 15:03

Scosto

il respiro

sull'ombra

del sogno

crazymary78
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categoria : bisbigli
lunedì, 10 agosto 2009, ore 09:28

C’è un momento
Un solo momento
In cui vedi il cielo
- Cos'è un confine? -
Ed è immensità oltre i piccoli problemi
Altrove
C’è la tua anima
Che è in simbiosi con l’universo
Senza gravità
Se riconosci quel momento
Sei la tua Vita
Non più i suoi ostacoli
 
Lookathesim1
www.vitainprosa.splinder.com

crazymary78
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categoria : citazioni, poesie
martedì, 04 agosto 2009, ore 09:44

Se ti giri

 e non ricordi

 sorridimi ancora

 - Da uno scoglio -

crazymary78
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categoria : poesie, bisbigli
mercoledì, 29 luglio 2009, ore 17:06

lighthouse_westcott_big

L'opposizione tra buono e cattivo è spesso raffigurata con la lotta tra luce e tenebre, ma se guardiamo in modo diverso, vedremo che, anche quando la luce splende le tenebre, non scompaiono. Invece di venire cacciate, si fondono con la luce. Diventano luce.

Thich Nhat Hanh

crazymary78
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categoria : citazioni, pictures
venerdì, 24 luglio 2009, ore 09:24

Tesi le braccia

come corda

di ancora

caduta

crazymary78
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categoria : bisbigli
mercoledì, 22 luglio 2009, ore 13:53

Illudendo il giorno

nascose il pianto

sotto l'albero d'argento

crazymary78
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categoria : bisbigli
venerdì, 17 luglio 2009, ore 08:51

Galesnjak_Island
A lungo dalla luna infranto
Or ricompone il lago
La sua incolumità
Cerulea.
Presso l’isola inferma un cipresso
Trae dalle nebbie le bende
Per le ferite nascoste:
tacito prega, votando
il nuovo giorno al cielo.
La vita sognata
mattino
- Antonia Pozzi -
crazymary78
venerdì, 10 luglio 2009, ore 07:54

chagall

Le persone che amiamo sono abbozzi di possibili quadri

Hugo Von Hofmannsthal

crazymary78
martedì, 07 luglio 2009, ore 10:31

P07-06-09_20.14
crazymary78
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categoria : le mie foto
lunedì, 06 luglio 2009, ore 13:58

CM78_09 

 

Mi dice la mia casa:
"Non abbandonarmi, il tuo passato è qui".
Mi dice la mia strada:
"Vieni, seguimi, sono il tuo futuro".
E io dico alla mia casa e alla mia strada:
"Non ho passato, non ho futuro.
Se resto qui c'è un andare nel mio restare;
se vado là c'è un restare nel mio andare.
Solo l'amore e la morte cambiano ogni cosa".

Kahlil Gibran

 

[dedicato a chi ha il coraggio e la forza di amare sempre e comunque... a chi continua a farlo anche Dopo...]

crazymary78
venerdì, 29 maggio 2009, ore 15:49

"Da Città del Messico, possiamo vedere il Popocatepetl. Dal Popocatepetl, non lo possiamo vedere."
...

Prima di partire, il maestro volle regalarmi il suo bastone, il keisaku.
Ecco quali furono i miei sentimenti: "Se tu hai un bastone, io te lo tolgo, e se non ne hai uno, te lo do. Oh, pietà infinita! Non ti ringrazio. Non ce l'avevo e tu hai voluto darmelo. Adesso ce l'ho: prendimelo, così me lo avrai dato veramente..."

Alejandro Jodorowsky
- Il dito e la luna -
crazymary78
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categoria : libri
domenica, 10 maggio 2009, ore 15:41

Alle due del pomeriggio erano cinquecentomila, alle tre un milione, alle quattro un milione e mezzo, alle cinque non si contavano più. Non venivano soltanto dalla città, da Atene. Venivano anche da lontano, dalle campagne dell'Attica e dell'Epiro, dalle isole dell'Egeo, dai villaggi del Peloponneso, della Macedonia, della Tessaglia: coi treni, coi battelli, con gli autobus, creature con due braccia e due gambe e un pensiero proprio prima che la piovra li inghiottisse, contadini e pescatori con l'abito della domenica, operai con la tuta, donne coi bambini, studenti. Il popolo insomma. Quel popolo che fino a ieri t'aveva scansato, lasciato solo come un cane scomodo, ignorandoti quando dicevi non lasciatevi intruppare dai dogmi, dalle uniformi, dalle dottrine, non lasciatevi turlupinare da chi vi comanda, da chi vi promette, da chi vi spaventa, da chi vuole sostituire un padrone con un nuovo padrone, non siate gregge perdio, non riparatevi sotto l'ombrello delle colpe altrui, lottate, ragionate col vostro cervello, ricordate che ciascuno è qualcuno, un individuo prezioso, responsabile, artefice di se stesso, difendetelo il vostro io, nocciolo di ogni libertà, la liberà è un dovere, prima che un diritto è un dovere. Ora ti ascoltavano, ora che eri morto.


'UN UOMO'
- Oriana Fallaci -


[Giro l'ultima pagina e resto ferma con il libro tra le mani. Guardo fuori dalla finestra e mi sento orfana di una giustizia madre di tutte le verità e penso che noi siamo colpevoli del nostro presente almeno quanto chi ci comanda]
crazymary78
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categoria : pensieri, libri
lunedì, 04 maggio 2009, ore 22:53

Il tempo di lasciare le borse in camera e darci una rinfrescata per uscire subito.

 

Il viaggio si presenta come un percorso ad ostacoli. Tutto inizia quando l’unico tergicristallo della tua auto si blocca mentre viene giù l’acquazzone. Ti sbrighi a dirmi di poterlo sistemare e quando accosti e scendi io ho già le mani tra i capelli e penso ‘ecco, perderemo il treno, perderemo la mostra’. Non lo dico però, lo soffocò tra le costole, voglio essere ottimista o almeno non disfattista. Risistemi come puoi e ripartiamo. Mi resta la preoccupazione incollata addosso perché abbiamo perso un po’ di tempo. - Se non riusciamo a trovare parcheggio vicino la stazione? Perderemo il treno. Perderemo la mostra - Silenzio.

Non smette di piovere. Troviamo anche un principio di strada allagata e io, ovviamente, penso subito ‘Si spegnerà la macchina, resteremo a piedi’. Invece non accade nulla e arriviamo alla stazione e subito troviamo il parcheggio, ingozziamo il parchimetro per lasciarla due giorni nelle strisce blu e finalmente siamo in stazione. Il nostro binario è ovviamente il più lontano, ma ormai il respiro inizia a trovare il suo ritmo. Ci siamo. Saliamo. Ci sediamo. Stiamo partendo. Stiamo arrivando…

 

Il B&B è all’ultimo piano di un vecchio palazzo senza ascensore. Il fiatone si confonde con l’emozione e dopo poco già mi ci abituo (i polmoni un po’ meno). Appena scesi giriamo l’angolo risalendo a sinistra e tu Me la indichi subito, mi dici ‘Guarda che è quella’. Io alzo lo sguardo e resto impalata a fissare la targa bianca con ‘appesa’ e incastrata tra un palo e il muro una rosa rossa che guarda in giù, come un dito ad indicare la (cattiva)strada!

 


 

CM78_280409

 

 

Mi porto la mano davanti la bocca spalancata e stupita. Mi guardo intorno, tra i palazzi stretti tra loro e le geometrie dei loro tetti contro il cielo. Più avanti ci fermiamo al negozio di musica dedicato interamente a Lui, il Gianni Tassio Music Store. Due lunghe vetrine annunciano una collezione di dischi (vinili), oggetti, libri, foto, articoli di giornali e quant’altro, degna di un museo. Un ottimo ‘aperitivo’ per la mostra, mi vien da pensare.

Arrivati davanti il Palazzo Ducale mi singhiozza per un attimo il cuore. Stringo la tua mano accelerando il passo verso l’ingresso. ‘Ma la biglietteria non è quì’ mi dici. Così ti tiro un’altra volta da una parte all’altra e mi calmo solo una volta stretti i biglietti tra le mani.

- Lo so, c’è del (bellissimo e irrinunciabile) infantilismo in tutto ciò, abbiate pazienza! -

Entriamo nel corridoio e poi subito a destra, inghiottiti dal buio da dove spuntano proiezioni sospese dentro cornici invisibili… immagini virtuali sui muri e musica ovunque, la Sua musica, che cambia a seconda del punto in cui ci si ferma. L’aspetto più tecnologico della mostra, però, non ci cattura più di tanto e preferiamo soffermarci davanti a piccole vetrine che custodiscono vecchi libri sottolineati, appunti presi, una pagella scolastica, una lettera della madre che ce lo racconta bambino amante della campagna, scolaro distratto e ribelle, fratello devoto, ma testardo. Alla fine della stanza, in parte nascosto da una colonna e sotto una modesta ma suggestiva illuminazione, scopro un pianoforte a mezza coda color noce. Accanto una foto formato extra large di Faber mentre lo suona a fine anni ’60. Intorno ad esso nulla, non una recinzione, non un divieto di toccare e subito provo la voglia di farlo. Una carezza sul legno o un tasto sfiorato, ma non ci riesco. Per rispetto o per paura, non so. Forse il pensiero che soltanto sfiorandolo si possa sgretolare.

Ci sediamo per terra sulla moquette scura. Scegliamo un angolo accanto alle giganti riproduzioni delle carte da gioco (le stesse del concerto?). Restiamo un po’ così, mano nella mano, mentre scorrono canzoni e visitatori e mentre mi accorgo che qualcosa manca. Mi dico che proseguendo troverò ciò che mi riempia il cuore, ma quando uscendo dalla sala ci accorgiamo che la mostra è tutta lì, ci guardiamo negli occhi perplessi e sì, un po’ delusi. Ipotizzo che il motivo sia in ciò che si cerca o ci si aspetta. Io sapevo si trattasse di un itinerario multimediale, ma forse in questo posto e, soprattutto, in questa città sono venuta per cercare più “Fabrizio” che “De André” e me ne convinco ripensando all’emozione provata lungo Via Del Campo. Sono comunque contenta di aver visto la mostra e sento che non andrò via senza aver ‘compiuto il Viaggio’. La mattina dopo mi sveglio con l’immagine chiara di ciò che va fatto, ma prima devo sapere se è lì. Tecnologia-a-volte-utile vuole che mi collega via cellulare ad internet per scoprire se la sua tomba si trova a Genova. Cado dalle nuvole infatti nell’accorgermi di non saperlo. Avrà(nno) scelto Genova o la Sardegna? La risposta arriva presto, insieme alle indicazioni dettagliate per come arrivare. Il cielo intanto prepara un manto di nuvole gonfie e scure che ‘vanno… vengono…’ e portano una voglia di pioggia (pianto?). Nella mia mente a piovere sono frammenti di canzoni, vecchie o più recenti. Mi fanno compagnia senza che debba prestar loro particolare attenzione. Sono con me e basta, come te che mi regali il silenzio di ‘chi sa’… Improvvisamente ci accorgiamo di dover scendere (dalle nuvole e dal bus), attraversiamo la strada diretti al primo fioraio dove scelgo la rosa rossa più bella. Mi vien chiesto se desidero che venga leggermente accorciata e rispondo di no ringraziando. Se sia il caso di aggiungere qualche rametto verde, ‘no, grazie, va benissimo così com’è’. Al che la signora esclama: ‘Scommetto che state andando dal cantante’. Ed io: ‘Eh sì… Immagino che facciamo un po’ tutti la stessa cosa…’. Nasce qualche commento personale, ma  io cerco il più diplomaticamente possibile di tagliare il discorso. Siamo così vicini che non voglio più aspettare un secondo. Salutiamo con una paio di frasi e sorrisi di circostanza, poi io cerco la tua mano e avanzo con passo leggero ma deciso. So dove girare e quale sia il punto in cui devo fermarmi e guardarmi intorno. Quello che ancora mi sfugge è il tonfo sordo e duro che mi arriverà dritto al cuore appena girato lo sguardo a sinistra, inchiodandolo sul cognome scritto in grande e in stampatello su marmo bianco. Resto immobile e abbasso lo sguardo oltre il vetro sottile. Mi paralizzo leggendo FABRIZIO DE ANDRE’ e mi prende un colpo, una fitta allo stomaco, al cuore, nell’anima. Come se fino ad un attimo prima non sapessi della sua morte e del resto, penso, se l’arte non muore mai come può morire lui che è ancora in tutti i supporti audio/video con i quali la tecnologia ci aiuta a sfidare il tempo? Eppure la sua tomba è davanti ai miei occhi, di marmo bianco come le altre, come per tutti gli uomini e le donne, i vecchi e i bambini che Fabrizio ci ha raccontato, come chi dorme sulla collina, come il fratello e come suo padre, uno sopra e uno sotto di lui. E’ tutto così ‘normale’ che si sopporta a stento. Mi avvicino al vetro per guardare avidamente la chitarra classica appoggiata all’angolo con le dediche lasciate da un pennarello nero e la cornice con una sua foto e il testo originale di Da A Me Riva (cavolo, appena torno a casa devo rileggerne la traduzione!). Mi si annoda continuamente la gola e le viscere. Vorrei quasi andar via, ma non ancora e quindi mi siedo per terra a gambe incrociate come fece lui per cantare Sidun nel concerto al Brancaccio, versione che mi sconvolse già al primo ascolto. Tu intanto mi sei vicino, ma a distanza, come se conoscessi perfettamente lo spazio e il tempo di cui ho bisogno. Ti avvicini solo ogni tanto, con passi così leggeri e discreti, mi accarezzi la testa e ti riallontani. Io faccio finta di non piangere, ma piango, eccome se piango. ‘Sti cavoli se sembro matta, non m’importa. Guardo il cielo, improvvisamente disponibile a concedere qualche raggio di sole e penso che ‘è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati’…

Mi alzo. Ti guardo. Accenno un sorriso e qualcosa di me la lascio lì, insieme alla rosa rossa che domani sarà già meno bella, ma che importa se tanto le più belle cose vivono solo un giorno, come le rose…

 CM78_290409

Grazie Amico Fragile

(e grazie a te, amore mio, per aver reso possibile tutto questo)

 

CM78_targaFDApiazzadelcampo

[28/29 aprile 2009]

crazymary78
lunedì, 13 aprile 2009, ore 22:06

 

crazymary78
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