'Happiness only real when shared' (Christopher Johnson McCandless)
'Questa storia inizia con dei vuoti di significato
sogni tremendi
o peggio ancora assenza di sogni
ecco
questa storia inizia con l’assenza
l’onnipresente sentimento
dell’assenza di qualcosa
di essenziale
e giustificante
con la paurosa sensazione di abitare il nulla
o di muovere da lì.
Questa storia inizia a Doolin
Repubblica d’Irlanda
su quel tratto di scogliera da cui mi affacciai
il primo giorno di Agosto di dieci anni fa
proprio sopra l’oceano
proprio in faccia all’America, si fa per dire...
E che cos’era la mia di faccia
nel vuoto di quei.. duecento
centocinquanta metri di volo ripido e infinito
io orizzontale e sporgersi
il più e il meno possibile
volere un brivido assoluto e non staccarsi dalla roccia
gli occhi sul blu più denso e schiumato
e sospensione continua di gocce
e iridescenze a stupire...
Era come rinvenire il senso del labile
e dell’eterno.
Era come uno scontro.
Da una parte quella cosa enorme che è la vita
dall’altra quella balorda
del tutto casuale
dell’essere vivi'.
(G. Casale)
odi et amo
Odio : essere quella che non sono
Amo : i suoni... delle parole, delle note, del vento tra le foglie, delle onde leggere sulla sabbia o definitive contro gli scogli... amo l'IRLANDA... la solitudine e l'idea che sia possibile condividerla con qualcuno...
CRAZYSOUNDS : Nick Cave & The Bad Seeds, P.J. Harvey, SigurRos, Fabrizio De André, Johnny Cash, Black Heart Procession, Damien Rice, Van Morrison, Bob Dylan, Neil Young, Mark Lanegan, Jeff Buckley, Willard Grant Conspiracy, Dirty Three, Grant Lee Buffalo, Great Lake Swimmers, Patti Smith, Cat Power, Mazzy Star, Neko Case, Nick Drake, Radiohead, Pearl Jam, Bruce Springsteen, Ben Harper, Afterhours, R.E.M., U2 (quelli che "c'era una volta"...), Elisa, Ludovico Einaudi, Jan Garbarek, George Winston, Pogues, The Chieftains, ma anche musica celtica, etnica, classica e molto altro ancora...
CRAZYLETTURE : Oceano Mare (Alessandro Baricco), Nelle terre estreme (Jon Krakauer), La profezia della curandera (Hernan Juarache Mamani), Lo zen e il tiro con l'arco (Eugen Herrigel), Come un romanzo (Daniel Pennac), Fine di una storia (Graham Greene), Fiesta (E. Hemingway), La duchessa di Bloomsbury Street (Helene Hanff), C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo (E. M. Reyers), Seta (A. Baricco), Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (P. Coelho), Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome (R. Cotroneo), Ombre (Neil Jordan), Stanza 411 (S. Vinci), Possiedo la mia anima (N. Fusini), La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo (A. Niffenegger), Questo amore (R. Cotroneo), L'incosciente (D. Cugia), Eureka Street (R. Mclian Wilson), Non ti muovere (M. Mazzantini), Zorro (M. Mazzantini), Novecento (A. Baricco), I Ponti di Madison County (R.J. Waller), Alta Fedeltà (N. Hornby), Le parole che non ti ho detto (N. Sparks), Amabili resti (A. Sebold), La terra sotto i suoi piedi (S. Rushdie), L'amore nei giorni della rabbia (L. Ferlinghetti), Un giorno della mia vita (B. Sands), L'isola nel cuore (N. O'Faolain), La scoperta dell'Irlanda (P. McCarthy), Gita al faro (V. Woolf), Il guardiano del faro (S. Bambarén).
"Un giorno alla volta la vita finisce, un giorno alla volta impariamo a viverla" (thefallenone.splinder.com)
'Far worse to be Love's lover than the lover that Love has scorned' (N. Cave)
'Un mondo comincia dove finisce la strada' - Far Behind. (Eddie Vedder)
'Lei viveva su una curva della strada, in una vecchia baracca di carta incatramata
Nel lato sud della città, sul lato sbagliato dei binari
A volte sulla strada per la città dicevamo:
'Mamma, possiamo fermarci e farle fare un giro?'
A volte lo facevamo, ma le sue mani ricadevano dalla sua parte
Occhi selvaggi, Mary la pazza
Giù per una lunga strada di sporcizia, dopo la casa del pastore
Quella vecchia macchina blu con cui eravamo soliti correre
Un piccolo negozio di paese con un cartello inchiodato al lato
Diceva ‘vietato vagabondare’
Sotto a quel cartello si raccoglieva sempre abbastanza folla
Prendi una bottiglia, bevine un pò, passala intorno
Prendi una bottiglia, bevine un po’, passala intorno
Prendi una bottiglia, bevine un po’, passala intorno
Una notte scoppiò un tuono, la pietà indietreggiò fuori dal suo davanzale
Sognai che stavo volando in alto sopra gli alberi, al di sopra delle colline
Guardai giù nella casa di Mary
Terribili pensieri, muri ricoperti di giornali, e Mary che si levava sopra tutto ciò
Il mattino seguente sulla strada per la città
Vidi alcuni segni di frenata e li seguii
Oltre la curva, attraverso i campi, nella casa di Mary
Che quello che temi di più, potrebbe incontrarti a metà strada
Che quello che temi di più, potrebbe incontrarti a metà strada
Prendi una bottiglia, bevine un pò, passala intorno
Prendi una bottiglia, bevine un po’, passala intorno
Prendi una bottiglia, bevine un po’, passala intorno' - ('Crazy Mary'. Victoria Williams, Pearl Jam.)
"Il tempo corre e fluisce e solo la nostra morte riesce ad afferrarlo. La fotografia è una mannaia che coglie nell’eternità l’istante che l’ha abbagliata". Henri Cartier-Bresson
"Prendi un sorriso
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima
posala sul volto di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore
e fallo conoscere al mondo"...
(M. Ghandi)
Quelli che in antico eccellevano come adepti del Tao
penetravano l'arcano e comunicavano col mistero,
erano profondi da non poter essere compresi.
Proprio perché non possono essere compresi
io mi sforzerò di darne i tratti.
Irresoluti erano come chi d'inverno guada un fiume,
guardinghi erano come chi teme i vicini ai quattro lati,
rispettosi erano come chi è ospite,
frammentati erano come ghiaccio che si va fondendo,
schietti erano come legno non ancora sgrossato,
vuoti erano come valli,
torbidi erano come acqua motosa.
Chi è capace d'esser motoso
per fare illimpidire piano piano riposando?
Chi è capace d'esser placido
per far vivere pian piano rimuovendo a lungo?
Chi s'attiene a questa Via
non brama d'esser pieno,
e proprio perché non si riempie
può starsene nell'ombra senza innovar l'antico.
(TAO TE CHING)
Il vero amore contiene
l'elemento della gentilezza amorevole,
che è la capacità di offrire felicità.
Per rendere felice una persona bisogna esserci.
Si dovrebbe imparare a guardarla, a parlarle.
Rendere un'altra persona felice è un'arte che si impara.
Il secondo elemento che compone il vero amore
è la compassione, la capacità di togliere il dolore,
di trasformarlo nella persona che amiamo.
Anche in questo caso
bisogna praticare il guardare in profondità
per riuscire a vedere
che tipo di sofferenza ha in sè quella persona.
Spesso avviene che l'altra persona,
compresa e sostenuta,
sarà in grado di affrontare più facilmente
le difficoltà della sua vita,
perchè sentirà che siete dalla sua parte.
Il terzo elemento è la gioia.
Il vero amore vi deve portare gioia e felicità,
non sofferenza giorno dopo giorno.
Il quarto e ultimo elemento è la libertà.
Se amando sentite di perdere la vostra libertà,
di non avere più spazio per muovervi,
quello non è vero amore. (Thich Nhat Hanh)
"La pace che proclamate con la bocca abbiatela prima di tutto nel cuore"...(Francesco d'Assisi)
"An eye for an eye make us all blind" (Mahatma Ghandi)
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Si può sempre raccontare un sogno
e spiegare l'emozione?
Per me non in questo caso
Resta tutto sospeso tra coriandoli di neve
a giocare tra fuoco e acqua
tra caldo e freddo
tra suoni e atmosfere
entrate troppo in profondità
per essere raccolte e scritte
Chi c'era può capirmi
Per gli altri,
fate ancora in tempo a cercare e ascoltare
i Sigur Ros
"Quel che io sono, è ormai successo: e qui, e ora, vive in me come un passo in un'orma, come un suono in un'eco, e come un enigma nella sua risposta. Non muore, questo no.. Scivola dall'altra parte della vita. Con una leggerezza che sembra una danza.
E' un modo di perdere tutto, per tutto trovare.
...
Lui dice che salirai le scale, aprirai la mia porta e senza dirmi nulla mi prenderai fra le braccia e mi bacerai.
...
E' un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell'altra."
"Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri" disse l'Anziano. "Io mi sono recato in ogni luogo possibile e immaginabile, in ogni dove e in ogni quando." Lanciò uno sguardo al mare, all'orizzonte. "E' buffo. Quei gabbiani che non hanno una mèta ideale e che viaggiano solo per viaggiare, non arrivano da nessuna parte, e vanno piano. Quelli invece che aspirano alla perfezione, anche senza intraprendere alcun viaggio, arrivano dovunque, e in un baleno. Ricordati, Jonathan, il paradiso non si trova né nello spazio né nel tempo, poiché lo spazio e il tempo sono privi di senso e di valore..."
e non mi è sembrata vuota.
Mi sono accorta di me stessa
e di quanto fosse stato facile riempirla.
Ho stretto così forte ogni pensiero
da diventare il pensiero stesso
e mi sono arresa alla notte
affidando al risveglio
l'unico Sogno da vivere
(o l'unica Vita da sognare)
Le nostre assenze erano ancora lì dove le avevamo lasciate. La tua sedia rivolta verso la mia che sembrava le stesse parlando... I due piatti all'angolo del tavolo e la bottiglia quasi vuota con accanto i grandi bicchieri che contenevano ancora una mezza luna di vino. Li fissai per un attimo. Ricordavano antiche liturgie, forse per via dei tovaglioli che gli avevi poggiato sopra, ripiegati con cura, come a proteggere quel che non avevamo potuto finire di bere... dire... fare...
Sistemai ogni cosa, con lentezza e un pizzico di nostalgia. Quando tutto fu in ordine restai a guardare il quadrato legnoso ora completamente spoglio. Pensai: 'Una tavola sparecchiata è come una spiaggia su cui l'onda scivola per portarsi via le nostre impronte'...
Quella sera i vicoli e le case regalavano un silenzio intimo e gentile, non c'era nessuno eccetto loro. Chiuse gli occhi e continuò a camminargli dietro, lentamente, seguendo solo il rumore dei passi e di una busta di plastica che lui portava con sé. Non li conosceva quei posti eppure non temeva d'inciampare o di farsi male, aveva come la sensazione che lui la stesse tenendo per mano e invece continuavano a camminare a pochi metri di distanza. Improvvisamente sentì solo i propri passi e null'altro, ma restò con gli occhi chiusi, rallentando pian piano, fino a fermarsi, e quando si mosse appena trovò lui, fermo e immobile ad un palmo da lei. Riaprì gli occhi e li affidò ai suoi. Per un attimo lungo più della strada, più della notte. Arrivarono alla Terrazza. Un davanzale a picco sul mare, dove occhi non bastavano per guardarlo tutto e tutti silenzi non riempivano le parole. Il vento rincorreva una notte troppo densa da respirare. Troppo vera per ricordare...
- Sono studi faticosi, e anche difficili, non si può negarlo, ma è importante capire. Descrivere. L'ultima voce che ho scritto è stata Tramonti. Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. E' un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c'è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti. Li ho studiati per settimane. Non è facile capire un tramonto. Ha i suoi tempi, le sue misure, i suoi colori. E poiché non c'è un tramonto, dico uno, che sia identico a un altro allora lo scienziato deve saper discernere i particolari e isolare l'essenza fino a poter dire questo è un tramonto, il tramonto.
...
- Così adesso sono arrivato al mare. Il mare. Finisce, anche lui, come tutto il resto, ma vedete, anche qui è un pò come per i tramonti, il difficile è isolare l'idea, voglio dire, riassumere chilometri e chilometri di scogliere, rive, spiagge, in un'unica immagine, in un concetto che sia la fine del mare, qualcosa che si possa scrivere in poche righe, che possa stare in un'enciclopedia, perché poi la gente, leggendola, possa capire che il mare finisce, e come, indipendentemente da tutto quello che può succedergli attorno, indipendentemente da...
...
Mia adorata,
Dio sa quanto mi manca, in quest'ora malinconica, il conforto della Vostra presenza e il sollievo dei Vostri sorrisi. Il lavoro mi stanca e il mare si ribella ai miei ostinati tentativi di capirlo. Non avevo pensato che potesse essere così difficile stargli davanti. E mi aggiro, con i miei strumenti e i miei quaderni, senza trovare l'inizio di ciò che cerco, l'ingresso a una qualsiasi risposta. Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l'immenso mostro capace di divorarsi qualsiasi cosa, o quell'onda che ci schiuma intorno ai piedi? L'acqua che puoi tenere cel cavo della mano o l'abisso che nessuno può vedere? Diciamo tutto in una parola sola o in una sola parola tutto nascondiamo? Sto qui, a un passo dal mare, e neanche riesco a capire, lui, dov'è. Il mare. ...
(Alessandro Baricco - Oceano Mare)
Un regalo di tanto tempo fa. Iniziato e interrotto. Non era il momento e non mi spiegavo perché. Lui lo sapeva. Il libro conosceva il giorno in cui l'avrei ripreso tra le mani, iniziato nuovamente, naufragando senza paura tra le sue correnti d'impetuoso sentire. Quello che non ricordavo era la presenza, dietro la quinta di copertina, di due dediche stampate su foglio A4...
CONTATTO
1
Guardo il finestrino, il susseguirsi regolare di case, palazzi, case, case, palazzi.
Il vetro distorce leggermente l'immagine, di pochissimo comunque, non mi da molto fastidio.
Il sole vi si riflette rompendosi in cento flussi bianchi, mi toglie una piccola parte di visuale.
Il signore che gentilmente mi ha dato un passaggio è grande e grosso, sembra quasi un orso curvato sul piccolo volante della Uno.
Mi fa poche domande, a livello epidermico è scorbutico e schivo ma comunque verso di lui riesco ad evitare quest'approccio, sento solo di essergli molto grato per avermi fatto evitare una scarpinata di 3 km.
La sua radio sputa fuori "Stop" delle "Spice" ad un volume modesto avvolto da un fastidioso fruscio di fondo.
Scivoliamo senza intoppi per la strada e mi sembra di non avere pensieri per la testa quando intravedo una ragazza camminare sul marciapiede a destra; indossa un paio di jeans e una felpa grigia larga, porta uno zaino Invicta a tracollo.
La seguo con gli occhi avvicinarsi, perdere terreno; la superiamo ed io incrocio il suo viso, il suo sguardo, i suoi occhi dentro i miei per un secondo lungo un'eternità, un tempo indeterminato direi.
Penso "Sei bellissima"
Poi è lontana anni luce, un puntino in movimento.
2
Era un mercoledì come tanti o, almeno, lo era stato fino alle due del pomeriggio.
A quell'ora stavo tornando da scuola, mi sciroppavo il solito Km a piedi fino alla fermata dell'autobus sotto un sole molto luminoso e poco caldo.
A metà strada ho sentito una macchina che stava per passarmi affianco.
Ne erano sfrecciate diverse fino ad allora ma in quel caso, non saprei, ho "sentito" un qualcosa che mi ha spinto a voltarmi leggermente verso sinistra per vederla passare.
Con la coda dell'occhio ho registrato che doveva essere una Uno; è passata ad una velocità mediamente sostenuta ma sono riuscita in qualche modo a guardare perfettamente in viso il ragazzo che stava di fianco al guidatore.
Abbiamo incrociato gli sguardi in maniera inusuale, è stato quasi come incatenarli per un attimo e poi lasciarli andare, come aver fermato il tempo un niente, come aver scattato una foto.
Poi è successa una cosa molto strana; ho sentito chiaramente una voce dire "Sei bellissima", la voce di un ragazzo in tono trasognato.
Mi sono guardata intorno ma non c'era nessuno, ho alzato il viso verso la strada e la macchina era sparita dopo la prima curva.
Quella frase sembrava essere arrivata da un posto imprecisato, da ovunque; la sua eco proveniva direttamente dalla mia testa, continuava a rimbalzarci dentro.
SIMONE
Tempo
da cogliere in illusioni
o leggerezze,
Tempo
disperso in tristezze
o rimpianti.
Anni.
Non pensare a quanti
sciogliere
nel vano bisogno di
certezze:
credi anche all'attimo,
al sogno,
e nelle incertezze
pensa a chi ami,
nel vero bisogno
credi a te stessa;
non essere avversa
ai richiami
del cuore,
non lasciare i tuoi sensi
distanti.
GIANNI
Questo post è dedicato a Chi ci crede ancora, sempre, e nonostante tutto
a chi ama la sospensione più della stabilità
a chi non ha paura di correre con la testa tra le nuvole
ignorando prudenza e razionalità
a chi ha avuto, almeno una volta nella vita,
il coraggio di ritenersi un romantico
un sentimentale
e che nel dirlo non ha provato vergogna
ma solo un gran senso di libertà
a chi davanti ad un tramonto
a tutti i tramonti
si scioglie in un sospiro più ampio dell'oceano
a chi nel bel mezzo di una strada affollata
si ferma d'improvviso per baciare colei(lui) che ama
eclissando il resto
perché chi Ama Vive
e chi Vive
scaglia il mondo fino alle stelle...
Che io possa esser dannato
se non ti amo
e se così non fosse
non capirei più niente
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così
ahh ma l'erba soavemente delicata
di un profumo che da gli spasimi
ahh tu non fossi mai nata
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così
il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta
ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura con l'udito
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così
D. Modugno - P.P. Pasolini
(Sconvolgente interpretazione di Paolo Benvegnù... un impietoso brivido)